Dott. Donato Mancini

Mi chiamo Donato Mancini, sono nato a Salerno nel 1983 e dopo gli studi scolastici mi sono iscritto alla facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università “Federico II” di Napoli.

Da subito mi sono avvicinato all’ortopedia rendendola inscindibile da quello che è stato il mio percorso universitario. Durante i primi anni ho frequentato il reparto di Ortopedia Infantile. Mi sono laureato con il massimo dei voti nel 2006 discutendo una tesi sui “Quadri istomorfologici ed immunoistochimici nel morbo di Blount”.

donato-mancini-ortopedicoDopo essermi abilitato alla professione medica nel 2009 nell’anno successivo sono stato vincitore del concorso di accesso alla scuola specializzazione in Ortopedia e Traumatologia nella stessa università.

Durante gli anni della specializzazione ho avuto modo di approfondire i miei interessi grazie ad esperienze presso diversi centri. Ho dedicato particolare riguardo alla chirurgia del ginocchio e dell’anca dal trattamento artroscopico delle patologie legamentose, meniscali e cartilaginee fino alla chirurgia protesica.

Ho conseguito la specializzazione in Ortopedia e Traumatologia nel 2013 con il massimo dei voti e lode con una tesi dal titolo “Tecnica MACI ed AMIC a confronto nella riparazione delle lesioni condrali acetabolari durante trattamento artroscopico del conflitto femoro acetabolare”.

Donato Mancini – Ortopedico Parma e Salerno

Approfondisco costantemente la mia formazione specialistica frequentando corsi di aggiornamento e perfezionamento sulla chirurgia ortopedica, protesica ed artroscopica. In Italia e all’estero sono presente regolarmente a congressi, anche in qualità di relatore, e sono autore di diversi articoli scientifici pubblicati su riviste nazionali ed internazionali.

Attualmente lavoro principalmente presso la clinica Piccole Figlie Hospital di Parma dove all’interno di un’ affiatata equipe eterogenea; mi occupo delle principali patologie ortopediche con prevalente interesse alla chirurgia articolare di anca e ginocchio e di traumatologia sportiva. Collaboro inoltre con strutture sanitarie in diverse regioni.

La chirurgia che perseguo si prefigge il massimo rispetto dell’anatomia delle strutture ottenuta attraverso tecniche mini invasive ed il sostegno di tecnologie innovative che permettono percorsi di rapido recupero e di assistenza digitale.

A tal proposito vengono predisposti percorsi fast track che attraverso un approccio peri-operatorio multidirezionale al paziente ricercano brevi tempi di ripresa post operatoria, così come un ruolo fondamentale è rappresentato dal sostegno informatico attraverso l’utilizzo di dettagliate pianificazioni preoperatorie digitalizzate affiancate a strumentazioni robotiche che permettono una chirurgia maggiormente accurata.

Per info e contatti: 351 608 1433

 

 

Coxartrosi o artrosi dell’anca

L’artrosi dell’anca o coxartrosi è una patologia degenerativa causata dalla progressiva perdita della cartilagine articolare.

Cos’è la coxartrosi?

È una problematica che può insorgere a diverse età, si può manifestare in forma primaria, ossia con una presentazione che aumenta con l’aumentare dell’eta per fenomeni di progressiva usura, oppure come conseguenza, secondaria, di altre patologie che colpiscono l’anca (ad esempio in periodi infantile o adolescenziale come la displasia congenita, morbo di Perthes o l’epifisiolisi). L’usura della cartilagine porta alla progressiva riduzione della funzione dell’articolazione.

Quali sono i sintomi della coxartrosi?

I sintomi principali sono il dolore e la perdita di movimento. Il dolore a volte ha delle caratteristiche che non permettono subito di capirne la provenienza. Dolori inguinali, lombari ed ai glutei spesso possono essere interpretati in maniera diversa prima di capirne l’origine. Poichè l’anca è un’articolazione profonda spesso i suoi sintomi possono essere irradiati in altre zone come in particolare alla coscia fino al ginocchio, all’inguine, ai glutei ed alla zona lombare. Inizialmente il dolore si presenterà soprattutto dopo sforzi, lunghe passeggiate ma con il passare del tempo si avvertirà anche a riposo o durante la notte.

Altra problematica è la riduzione della possibilità di muovere l’articolazione: i movimenti che necessitano di flettere l’anca, di ruotarla o di allargare le gambe sono quelli principalmente interessati. Spesso si ha difficolta ad allacciarsi le scarpe, ed in generale a raggiungere il piede, ad allargare le gambe o a sedersi su sedie o poltrone particolarmente basse.

Quali cure per la coxartrosi?

Le cure dovranno essere misurate in base all’entità del dolore e della limitazione della funzionalità Nelle fasi iniziali si cercherà di trattare i sintomi con terapie farmacologiche, accorgimenti nelle attività quotidiane e trattamenti di fisioterapia. Un ruolo importante in questa fase potrà essere quello della terapia infiltrativa che eseguita con tecnica ecoguidata permette di essere accurati nella iniezione dei farmaci all’interno dell’articolazione e che rispetto ad altre tecniche limita il tempo di esecuzione e non espone i pazienti a radiazioni.

Quando le terapie conservative non dovessero essere sufficienti la strada da intraprendere potrà essere quella chirurgica. La principale soluzione è rappresentata dalla protesi di anca che grazie alla sostituzione dell’articolazione malata permette nella maggior parte dei casi netto miglioramento della sintomatologia e progressiva ripresa della funzionalità. La sostituzione protesica dell’anca rappresenta una soluzione efficace per gli stadi avanzati di questa patologia ma prima di sottoporsi a tale intervento è necessario, come per tutte le operazioni, confrontarsi con il proprio chirurgo per chiarire i vari aspetti e stabilire i propri obiettivi in modo da affrontare in maniera serena e preparata il percoso chirurgico e perché

un obiettivo senza un piano resta solo un desiderio (ASE)”.

Lesione del menisco

Prima di descrivere da vicino la lesione del ginocchio dobbiamo prima chiarire che all’interno del ginocchio ci sono due menischi, un menisco interno ed un menisco esterno,  i quali funzionano come dei cuscinetti ammortizzatori che semplificano i movimenti e proteggono l’intera articolazione.

Pertanto è importante chiarire che il menisco è un’importante struttura fibrocartilaginea dell’articolazione del ginocchio.

Dolore al menisco
Le lesioni del ginocchio che capitano più frequentemente sono proprio le lesioni del menisc0. Durante i movimenti i menischi consentono di scaricare il 30-70% del peso gravante sulla cartilagine articolare stabilizzando il ginocchio. La loro forma, leggermente rialzata ai bordi e concava all’interno aumenta inoltre la congruenza delle superfici articolari che formano questa importante articolazione.

Lesioni e rottura del menisco

La lesione del menisco è la più comune lesione del ginocchio. Può avvenire a causa di un processo degenerativo, per usura progressiva, in caso, per esempio, di lavori che obbligano in maniera eccessiva il ginocchio a mantenere una certa posizione, oppure in seguito a traumi di varia origine, tra cui quelli di tipo sportivo.
Lesione del meniscoIn seguito ad una lesione meniscale il ginocchio perde la propria integrità meccanica mettendo in crisi i sofisticati meccanismi che la regolano. La presenza di un menisco lesionato all’interno del ginocchio equivale a quella di un sassolino all’interno di un ingranaggio: in entrambe le situazioni l’efficienza complessiva diminuisce mentre aumenta l’usura ed il rischio di lesioni più severe.

I traumi sono più frequenti nei pazienti tra i 15 e i 35 anni e possono riguardare, contemporaneamente, anche altre strutture del ginocchio, come in lesioni provocate da attività sportive (sci, calcio, basket). In questo caso, spesso, si tratta di traumi indiretti, ossia causati da movimenti di rotazione e/o trazione associati a un brusco cambio di direzione, con uno stress di carico maggiore su alcuni elementi dell’articolazione come appunto i menischi e i legamenti. In età più avanzata è possibile poi essere coinvolti più spesso in micro-traumi, di origine più blanda rispetto a quelli in cui si incorre in età giovanile, che sono causati spesso da movimenti all’apparenza molto semplici, come sollevarsi da una posizione seduta, o salire e scendere le scale.

Sintomi lesione del menisco

I sintomi principali delle lesioni meniscali comprendono dolore e rigonfiamento locale del ginocchio. A questi due sintomi si associa spesso il cedimento ed il blocco dell’articolazione causato dai frammenti di menisco che interferiscono con la normale mobilità del ginocchio. Il dolore aumenta nella posizione che ha generato la lesione meniscale, ad esempio durante la sua rotazione o pressione. In seguito ad una lesione meniscale il soggetto lamenta:

  • incapacità di estendere o flettere completamente l’articolazione
  • l’infiammazione della membrana comporta maggiore produzione di liquido che si raccoglie nella cavità articolare (idrarto)
  • scricchiolio dell’articolazione associato a dolore

Quindi il sintomo più caratteristico è un dolore acuto, che si manifesta con un rumore di “schiocco” nell’articolazione, nella parte interna o esterna, a cui può seguire un cedimento e/o una sensazione di impotenza funzionale. Il dolore si associa o meno a rigonfiamento dell’articolazione. Spesso è possibile avere dei blocchi articolari con impossibilità a flettere o estendere il ginocchio a causa di frammenti di menisco lesionato che interferiscono con la normale mobilità.

Dolore al ginocchio

Il dolore al ginocchio è un sintomo frequente, sia negli adulti che negli anziani. Il dolore al ginocchio può avere numerose cause perché il ginocchio è una delle parti anatomiche più complesse dell’intero corpo umano ed è pure una delle parti più soggette a stress fisico: il ginocchio ha infatti una super funzionalità che porta l’articolazione ad andare incontro a gonalgia.

Dolore al ginocchio

In ambito medico il dolore al ginocchio è conosciuto con il termine di gonalgia. Il dolore al ginocchio, o gonalgia, può avere tante cause tra le quali la rottura dei legamenti, la rottura del menisco o del tendine rotuleo e tante altre. Spesso il dolore al ginocchio si presenta associato ad altri sintomi locali di varia tipologia. E di conseguenza la cura per il dolore al ginocchio cambia in base alle cause e alla situazione oggettiva che, in fase di diagnosi, lo specialista ortopedico indaga per risalire alla causa che ha indotto lo sviluppo della gonalgia.

Dolore al ginocchio
Dolore al ginocchio o gonalgia

Cos’è il dolore al ginocchio?

Il dolore al ginocchio o gonalgia, termine medico per definire la sintomatologia dolorosa localizzata in una o più parti del ginocchio, non conosce limiti di sesso e di età, ma può colpire con maggiore probabilità soggetti come atleti, persone in sovrappeso e anziani. Il dolore al ginocchio è spesso la diretta conseguenza di untrauma a carico dell’articolazione, di un’infiammazione causata da un eccessivo sforzo fisico oppure potrebbe essere il campanello d’allarme per patologie più serie.

Patologie a carico del ginocchio

L’elenco delle possibili cause del dolore al ginocchio è corposo e comprende sia condizioni di lieve rilevanza clinica, sia condizioni clinicamente importanti. Tra i fattori causali di dolore al ginocchio, figurano: infortuni, sindromi da sovraccarico funzionale, varie forme di artrite oppure nei soggetti giovani gli squilibri di crescita.

Le patologie a carico del ginocchio si possono dividere in questi macrogruppi:

  • distorsioni
  • meniscopatie (rottura del menisco o meniscopatia degenerativa)
  • fratture e lussazioni
  • processi flogistici ossia infiammazioni
  • processi degenerativi, come l’artrosi

Accantoniamo fratture (comprese quelle del menisco) e lussazioni, dato che si tratta di patologie conseguenti a traumi che, visti i sintomi, non lasciano spazio a fraintendimenti e focalizziamo la nostra attenzione sulle distorsioni, le meniscopatie degenerative, le infiammazioni e l’artrosi del ginocchio.

La distorsione del ginocchio

Quando il ginocchio è colpito da distorsione vuol dire che si verifica una temporanea perdita di contatto tra le superfici articolari, con conseguente lesione alle strutture capsulo-legamentose. Le distorsioni possono essere dovute a una torsione improvvisa, e possono essere di 3 tipi:

  • 1° grado: si tratta di una semplice distensione o distrazione di alcuni fasci dei legamenti interessati;
  • 2° grado: si verifica una lacerazione legamentosa parziale;
  • 3° grado: si subisce una lacerazione legamentosa totale o un’avulsione legamentosa dall’inserzione ossea.

I sintomi di una distorsione sono dolore, gonfiore e limitazione funzionale.

A seconda della gravità della distorsione e dei legamenti coinvolti (collaterali mediali o laterali o crociati anteriori o posteriori), il medico suggerirà un diverso approccio: nei casi meno gravi – quindi se la distorsione non è accompagnata da lesioni più gravi, come una frattura – riposo, crioterapia e l’uso di un tutore bastano per rimettersi in piedi, con tempi di recupero che possono variare dalle 2 alle 4 settimane. Nei casi più complessi, la riabilitazione del ginocchio può richiedere fino a 12 mesi.

Le meniscopatie degenerative

I menischi (laterale e mediale) sono strutture fibrocartilaginee che si interpongono tra i condili femorali (le protuberanze all’estremità del femore) e la tibia. Si tratta di giunti elastici che trasmettono le sollecitazioni pressorie tra il femore e la tibia e, durante i movimenti
di flesso-estensione, si muovono di conseguenza e si deformano. In
questo modo distribuiscono in modo equo il carico sull’articolazione.

La meniscopatia degenerativa è una condizione legata all’usura dei menischi. I sintomi possono essere simili a quelli della gonartrosi, l’artrosi del ginocchio, anche perché entrambe le patologie sono tipiche dell’età adulta e avanzata. Il dolore compare di solito in seguito ad affaticamento o durante la flessione del ginocchio e si osserva una certa limitazione nei movimenti.

Quando si riscontra questa patologia, lo specialista consiglia spesso un approccio di tipo conservativo associato a farmaci a scopo palliativo. In relazione alla meniscopatia degenerativa, inoltre, potrebbe senz’altro capitarti di sentir parlare di viscosupplementazione, ossia infiltrazioni locali di acido jaluronico.

I processi flogistici a carico del ginocchio: le infiammazioni

Nell’area del ginocchio sono presenti numerose formazioni tendinee che possono infiammarsi (si parla quindi di tendinite). Il tendine rotuleo, che collega la rotula alla tibia, è uno dei tendini più spesso coinvolti in un processo di tipo infiammatorio.

La tendinite rotulea è dovuta a un sovraccarico cronico ed è detta anche ginocchio del saltatore, perché di solito ne sono vittime gli sportivi che mettono sotto stress il ginocchio saltando. Tuttavia, può colpire anche chi fa un lavoro per cui si è costretti a star seduti per lunghi periodi di tempo, per esempio gli autisti.

Altro tipo di infiammazione al ginocchio è la borsite rotulea (ginocchio della lavandaia). Le parti coinvolte sono le borse, strutture “cuscinetto” che servono a ridurre l’attrito tra ossa, muscoli e tendini. Questa patologia, che può essere dovuta a un sovraccarico funzionale, oppure a una caduta, provoca dolore, gonfiore anteriore, rossore e calore nell’area del ginocchio.

Anche problemi strutturali, come il ginocchio valgo (le cosiddette “ginocchia a X”) e il suo contrario, il ginocchio varo – che sono deviazioni assiali – possono portare a infiammazioni delle strutture del ginocchio.

I processi degenerativi del ginocchio: la gonartrosi

Parliamo dell’artrosi del ginocchio. Molto comune con l’avanzare dell’età, la gonartrosi consiste in un’alterazione della cartilagine e successivamente dell’osso che si trova al di sotto della cartilagine. L’artrosi può interessare il compartimento femoro-rotuleo, quello femoro-tibiale o entrambi.

Il processo artrosico causa dolore e alterazioni anatomiche delle ginocchia (ispessimento), via via sempre più evidenti.

Le cause principali della sua comparsa sono ascrivibili all’età, come già detto, ma anche alla familiarità, all’obesità, a fattori ormonali e al metabolismo del calcio.

Come vedi, il dolore al ginocchio può dipendere da varie condizioni patologiche, molto diverse tra loro, e a volte possono essere concomitanti. Chiedi consiglio al tuo medico per sapere come prenderti cura della salute delle tue ginocchia.

Per concludere, c’è da dire che, in molti casi, come spesso accade, la prevenzione può essere di grande aiuto:
● se sei sovrappeso, ti consiglio di perdere i chili di troppo perché così riduci il carico esercitato sull’articolazione con minor rischio di andare incontro ad artrosi, a lesioni tendinee e lesioni legamentose;
● rinforza la muscolatura che sostiene il ginocchio scegliendo l’attività fisica più adatta alle tue ginocchia: meglio il nuoto, per esempio, rispetto alla corsa che comporta ripetuti traumi alle ginocchia;
● scegli le scarpe più idonee alla disciplina praticata;
● proteggi le ginocchia dai traumi, magari ricorrendo all’uso di ginocchiere.

Artroscopia del ginocchio

L’artroscopia del ginocchio è quella tecnica chirurgica che permette di operare all’interno delle articolazioni in modo poco invasivo senza aprire le stesse. Per questo motivo l’artroscopia viene definita mini invasiva al contrario di quanto avviene con le metodiche classiche. Il chirurgo ortopedico attraverso l’utilizzo di particolari microscopi – di piccole dimensioni gli artroscopi – può ispezionare direttamente l’interno delle articolazioni e diagnosticare con accuratezza. Con l’artroscopia in più si possono catturare le immagini delle articolazioni e dei gesti chirurgici effettuati attraverso sistemi di registrazione fotografica e video collegati ai sistemi di lenti miniaturizzate degli artroscopi. In altre parole è possibile attraverso varie procedure chirurgiche operare direttamente all’interno delle articolazioni, possibilità che in precedenza erano garantita solo attraverso un’ampia apertura chirurgica delle articolazioni.

Cos’è l’artroscopia del ginocchio?

L’artroscopia del ginocchio è una modalità chirurgica poco invasiva, la quale consente la diagnosi e la cura di numerose problematiche del ginocchio. L’artroscopia del ginocchio prevede piccole incisioni cutanee del ginocchio e l’utilizzo dell’artroscopio, un microscopio a forma di cannuccia con una telecamera e una fonte luminosa.

Con l’artroscopia del ginocchio si trattano abitualmente:

  • lesioni meniscali (asportazione di frammenti di menisco, suture meniscali, reinserzione delle radici meniscali, trapianto meniscale);
  • lesioni dei legamenti crociati (ricostruzione del legamento crociato anteriore o posteriore);
  • alcune lesioni cartilaginee e lesioni osteo-condrali (cioè della cartilagine e dell’osso sottostante);
  • asportazione di corpi mobili intrarticolari;
  • lesioni complesse post-traumatiche.

Sicuramente la patologia più frequentemente trattata è quella che interessa il menisco. In questo ambito infatti è possibile risolvere problematiche, talvolta complesse, con un intervento che risulta poco invasivo, di breve durata, che non richiede anestesie prolungate e che permette la dimissione nella stessa giornata. In più il periodo post-operatorio risulta relativamente breve e poco invalidante. Questo è possibile sia per la scarsità di dolore correlato all’intervento (peraltro ben controllabile con comuni analgesici e con crioterapia), sia per la possibilità di iniziare dal giorno successivo il carico parziale e la terapia riabilitativa.

Chi è il medico che pratica l’artroscopia del ginocchio?

Abitualmente tali interventi sono di competenza del chirurgo ortopedico specializzato nella diagnosi e nella cura delle problematiche all’articolazione del ginocchio.

artroscopia ginocchio salerno
Artroscopia ginocchio

Gonalgia – Dolore al ginocchio

Spesso sentiamo parlare di gonalgia e di varie forme di dolore al ginocchio, lo smarrimento è sempre molto alto. Per questo motivo ci rivolgiamo al nostro specialista ortopedico di fiducia oppure (molto male) andiamo su google e cerchiamo di capire cosa si intende con gonalgia e dolore al ginocchio. Ma cerchiamo di capire cos’è la gonalgia e come dobbiamo affrontarla.

Cos’è la gonalgia?

Per gonalgia, o più semplicemente dolore al ginocchio, si intende la sintomatologia dolorosa del ginocchio localizzata in una o più parti. La gonalgia non dipende dall’età o dal sesso del paziente, anzi non si manifesta solo negli anziani, ma colpisce molto spesso persone giovani – soprattutto quelle in soprappeso – e tutti coloro che praticano intensa attività sportiva, in altre parole la gonalgia si associa per la maggior parte delle volte alle sollecitazioni legate alle attività quotidiane come camminare, inginocchiarsi, stare in piedi e sollevare pesi. In alcuni casi, la gonalgia oltre ad essere davvero molto fastidiosa può essere letteralmente debilitante.

Sintomi della gonalgia

I sintomi dolorosi a carico del ginocchio sono numerosi e variabili in relazione alle cause che lo hanno determinato; comunemente si verifica:

  • Rigidità e difficoltà ad estendere e flettere la gamba
  • Gonfiore
  • Arrossamento per versamenti e lacerazioni interne
  • Difficoltà a sostenere il peso corporeo durante la deambulazione
  • Scricchiolii quando l’articolazione è in movimento

Cause della gonalgia

Il ginocchio, in seguito alle continue sollecitazioni alle quali è sottoposto, può andare incontro a varie condizioni patologiche di tipo traumatico, degenerativo, infiammatorio. In seguito a trauma si possono verificare:

  • Lesioni meniscalifrequenti, soprattutto quelle a carico del menisco mediale; le lesioni al menisco laterale insorgono di solito per malformazioni congenite.
  • Lesioni legamentosemeno frequenti delle lesioni meniscali; sono più colpiti i legamenti collaterali mediali; frequenti anche le lesioni ai crociati.
  • Fratture delle ossa del ginocchio.

Molto frequenti sono le forme infiammatorie (tendinite, borsiti, artriti); queste ultime, se persistenti nel tempo, possono evolvere nella forma degenerativa cronica (gonartrosi), nella quale sono presenti degenerazione e assottigliamento delle cartilagini del femore e della tibia, che vanno incontro ad usura per il continuo sfregamento.

  • Gonalgia è presente anche nell’instabilità femoro-rotulea che è caratterizzata da:
  • Malallineamento o displasia della rotula e/o della troclea femorale (rotula e femore sono a contatto a partire dai 15°-20° di flessione e sino alla flessione articolare completa).
  • Anormalità di forma e/o di posizione della rotula con suo alterato scorrimento nel solco trocleare.

Le lesioni cartilaginee che si determinano in questa sindrome possono essere classificate in tre gradi (Outerbridge 1964):

  • I grado: presenza di rammollimento e rigonfiamento minore di ½ pollice; la cartilagine si presenta opaca, giallognola, anelastica alla pressione.
  • II grado: la cartilagine si presenta frammentata, fissurata, con rigonfiamento maggiore di ½ pollice; è presente una sua , degenerazione a zolle, con sintomatologia dolorosa e scricchioli articolari.
  • III grado: presenza di erosione e fissurazioni cartilaginee che raggiungono l’osso subcondrale associati a distacchi di frammenti ossei.

A seconda dell’instabilità rotulea si avrà:

  • I grado: la rotula si presenta lateralizzata per l’aumento dell’angolo Q, (durante la contrazione della muscolatura estensoria, si crea una piccola area di contatto tra la superficie articolare rotulea e quella trocleare, determinante iperpressione laterale).
  • II grado: presenza di accentuata inclinazione della rotula o sua sublussazione (ispessimento e retrazione del retinacolo laterale associato ad un inspessimento capsulare). Questa situazione determina, nel corso della flessione del ginocchio un’ inclinazione rotulea che esita in una iperpressione laterale.
  • III grado: lussazione della rotula, condizione grave che conduce ad una seria e progressiva sofferenza della cartilagine articolare.

In essa l’indagine radiografica mostra scarse note di artrosi sia dei condili femorali che di quelli tibiali, diversamente da quanto si evidenzia nelle forme artrosiche che colpiscono le superfici articolari di tibia e femore.

Diagnosi della gonalgia

Prima di tutto attraverso una visita con lo specialista ortopedico ginocchio e un esame fisico. Su richiesta dello specialista ortopedico, è possibile perfezionare l’indagine diagnostica attraverso altri test:

Radiografia (Raggi X)

L’esame principe, consente di valutare i profili ossei, gli angoli caratteristici ed il grado di usura. É un esame fondamentale poiché può essere eseguito in carico, riuscendo così ad apprezzare l’assetto dell’articolazione in condizioni di vita quotidiana.

Risonanza magnetica per immagini (RM)

Questa tecnica utilizza grandi magneti, radiofrequenze e un computer per creare immagini dettagliate di organi e strutture all’interno del corpo per determinare danni o malattie in un legamento o muscolo. Consente di valutare direttamente i legamenti, i menischi, le cartilagini e l’interno dell’osso.

Tomografia computerizzata (TC o TAC)

Crea una ricostruzione del corpo in 3D utilizzando i raggi X e ricostruendo le informazioni mediante un computer. É un esame con una elevatissima risoluzione, permettendo di apprezzare minimi dettagli. Le ricostruzioni possono essere rappresentate come “fette” oppure come ricostruzione tridimensionale.

Scansione ossea con mezzi di contrasto

Una tecnica di imaging nucleare che utilizza una quantità molto piccola di materiale radioattivo, che viene iniettato nel flusso sanguigno del paziente per essere rilevato da uno scanner. Questo test mostra il flusso sanguigno che arriva all’osso e l’attività cellulare all’interno dell’osso. Utile nella diagnosi di infezioni.

Artroscopia

Procedura diagnostica e di trattamento minimamente invasiva utilizzata per indagare le condizioni di un’articolazione dall’interno. Questa procedura viene eseguita tramite un piccolo tubo ottico illuminato (artroscopio) che viene inserito nell’articolazione attraverso una piccola incisione. Le immagini dell’interno del giunto vengono proiettate su uno schermo e permettono di valutare direttamente le patologie articolari, in definitiva di determinare la causa del dolore e dell’infiammazione ossea.

gonalgia
Gonalgia – Dolore al ginocchio

Lesioni del menisco

Lesione del menisco. Questa è la diagnosi di una patologia comune che coinvolge l’articolazione del ginocchio e questa lesione può essere di tipo traumatico, che ritroviamo soprattutto nei giovani sportivi, o degenerativo, che interessa soprattutto le persone over 40. La lesione del menisco è un problema a carico di uno dei cuscinetti fibrosi del ginocchio e la riscontriamo frequentemente, infatti si tratta di una delle patologie più frequenti di quest’area anatomica.

Cosa sono i menischi?

I menischi sono due strutture di fibrocartilagine a semiluna che permettono al ginocchio di muoversi in modo fluido e si interpongono tra condili femorali e tibia e fungono da ammortizzatori, contribuendo anche alla stabilità dell’articolazioni. I menischi si trovano tra i condili femorali e i piatti tibiali, assorbono gli shock, distribuiscono il carico e contribuiscono alla stabilità articolare e ammortizzano il contatto tra i capi ossei. Durante il movimento del ginocchio, i due menischi, mediale e laterale, si spostano all’interno dell’articolazione per l’azione esercitata dai capi articolari e dai legamenti. Se la movimentazione dei menischi è un evento naturale, può succedere che, a causa di particolari condizioni come uno sforzo intenso o un movimento repentino, i menischi possono subire lesioni. Quando si presenta un dolore nella parte bassa del ginocchio, il medico può sospettare una meniscopatia, ovvero una lesione del menisco.

Lesione del menisco: quali sono le cause?

La lesione del menisco può avvenire a seguito di un trauma distorsivo del ginocchio oppure può essere l’ultimo evento di una degenerazione della fibrocartilagine che avviene nel tempo per un processso di invecchiamento fisiologico o per un meccanismo di piccoli traumi ripetuti.

Le lesioni del menisco si verificano quando, durante una torsione anomala e violenta, il menisco non è in grado di assecondare il movimento e resta come schiacciato tra i capi articolari con esisti che variano dalla semplice lesione alla rottura. Le lesioni del menisco degenerative sono più frequenti tra le persone che hanno più di 40 anni e in genere sopraggiungono come conseguenza del naturaleprocesso di usura e sfaldamento della struttura fibrocartilaginea provocato dall’invecchiamento ma possono essere collegate anche a malattie reumatiche. La lesione del menisco è la più comune patologia del ginocchio e si manifesta con vari sintomi: un dolore nella parte bassa del ginocchio, gonfiore associato all’impossibilità di estendere completamente l’arto e nei casi più gravi può verificarsi anche un blocco articolare.

Lesione del menisco: i sintomi

Quando parliamo dei sintomi della lesione del menisco ovviamente dobbiamo partire dal dolore al ginocchio, il quale sia in condizioni di riposo sia sotto sforzo è ovviamebte il sintomo più evidente ed è sempre presente quando si ha una lesione al menisco. Il dolore al ginocchio può essere accompagnato da sensazioni di qualche cosa che scatta o si sposta durante il movimento del ginocchio. La rottura del menisco può creare un’infiammazione sinoviale con versamento all’interno dell’articolazione che gonfia il ginocchio e rende i movimenti meno liberi. In più quando siamo in presenza di una rottura molto importante, il menisco può spostarsi dalla sede anatomica provocando un vero e proprio blocco funzionale che rende impossibile lo svolgimento delle normali funzioni.

Come è fatto il menismo?

Il menisco può essere distinto in menisco mediale e menisco laterale. Queste sono strutture fibrocartilaginee a forma di mezzaluna che si trovano tra la tibia e il femore e coprono complessivamente circa il 70% della superficie articolare del piatto tibiale. Entrambi i menischi sono concavi nella superficie superiore, per accogliere il femore (convesso), e relativamente piatti nella loro superficie inferiore per adattarsi al piatto tibiale. Inoltre, sono più spessi nella parte periferica in modo da rendere più profonda l’area della superficie articolare del piatto tibiale, allo scopo di aumentare la congruità tra il femore (convesso) e la tibia (relativamente piatta) e quindi proteggere la cartilagine articolare da carichi eccessivi, stabilizzando l’articolazione. Sono fondamentali per il normale funzionamento dell’articolazione del ginocchio in quanto svolgono diverse funzioni:

  • assorbimento degli urti
  • distribuzione del carico
  • riduzione delle sollecitazioni
  • stabilità articolare
  • propriocezione, fornendo un meccanismo di feedback per il senso della posizione articolare

 

Lesione del menisco
Lesione del menisco

Il dottor Donato Mancini è ortopedico specialista ginocchio.

Cosa fa lo specialista ortopedico ginocchio?

L’ortopedico specialista ginocchio è il medico che si occupa e cura le patologie e le lesioni all’articolazione del ginocchio. È difficile sapere quando consultare un medico per il dolore al ginocchio questi perché l’articolazione del ginocchio è una delle parti anatomiche più complesse del corpo umano e anche una delle più soggette a stress fisico, fastidi, gonfiore e dolore. Per questo motivo il rischio di lesioni o malattie è piuttosto elevato.

Perché il ginocchio è così importante?

Proprio per la sua super funzionalità, l’articolazione del ginocchio può andare incontro facilmente a situazioni di gonalgia, più o meno intense e frequenti. Basti pensare che secondo il report RIAP, Registro Italiano di ArtroProtesi in Italia ogni anno si svolgono oltre 20 mila interventi di protesi al ginocchio.
Il ginocchio poi svolge una funzione fondamentae nel regolare il movimento degli arti inferiori e, di conseguenza, dell’intero corpo umano. Per questo è evidente che sia un’articolazione sottoposta a un forte carico quindi suscettibile a varie condizioni patologiche sia degenerative che traumatiche. Per il suo frequente utilizzo, il ginocchio può essere soggetto a sforzi eccessivi, può infiammarsi, subire gonalgia, danni e usura.

Cos’è la gonalgia?

La gonalgia, termine medico per definire la sintomatologia dolorosa localizzata in una o più parti del ginocchio, non conosce limiti di sesso e di età, ma può colpire con maggiore probabilità soggetti come atleti, persone in sovrappeso e anziani. La gonalgia può essere la diretta conseguenza di un trauma a carico dell’articolazione, di un’infiammazione causata da un eccessivo sforzo fisico oppure potrebbe essere il campanello d’allarme per patologie più serie.

Ortopedico specialista ginocchio

L’ortopedico specialista ginocchio è il medico che diagnostica e cura i problemi e le malattie che intervengono sul complesso sistema che compone l’articolazione del ginocchio. Affidarsi a un ortopedico specialista ginocchio è la scelta più adeguata quando ci si deve sottoporre a un controllo diagnostico, poiché è un medico ortopedico specializzato nello studio delle tecniche chirurgiche per il trattamento di lesioni, fratture e patologie del ginocchio. La visita ortopedica del ginocchio serve a individuare l’origine di problemi legati al ginocchio, che possono evidenziarsi attraverso dolore, blocchi, rigidità, instabilità e difficoltà a camminare.

Nella prima fase della visita ortopedica del ginocchio l’ortopedico raccoglie informazioni sugli stili di vita del paziente (attività lavorativa e sport praticati), sulla sua storia clinica e sui sintomi avvertiti. Nella seconda fase della visita, il medico valuta invece lo stato del ginocchio, anche attraverso un’azione di palpazione, e ne valuta la mobilità e la stabilità attraverso test specifici. Al termine lo specialista può disporre l’esecuzione di indagini diagnostiche strumentali di approfondimento come radiografie, ecografie, risonanze magnetiche o TAC.

La visita ortopedica del ginocchio dura in media dai 10 ai 30 minuti e non prevede specifiche preparazioni. Ricordarsi di portare con sé tutta la documentazione medica di cui si dispone.

Ortopedico Specialista Ginocchio
Ortopedico Specialista Ginocchio

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A cosa serve la visita ortopedica?

La visita ortopedica studia la struttura e la funzionalità dell’apparato locomotore (ossa, articolazioni, muscoli), diagnostica patologie acute, croniche e degenerative a carico della colonna vertebrale, arti superiori ed inferiori.

Le patologie trattate più di frequente sono l’artrosi (anca e ginocchio), problemi al menisco ed ai tendini, lesioni ai legamenti del ginocchio e della cuffia dei rotatori, fascite plantare, sindrome del tunnel carpale, alluce valgo, neuroma di Morton, sindrome da compressione del nervo ulnare, cervicalgia, lombalgia, scoliosi.

La visita ortopedica è necessaria anche a seguito di traumi per riscontrare eventuali lesioni alle strutture dell’apparato locomotore o per controlli periodici post-intervento.

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