Dott. Donato Mancini

Mi chiamo Donato Mancini, sono nato a Salerno nel 1983 e dopo gli studi scolastici mi sono iscritto alla facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università “Federico II” di Napoli.

Da subito mi sono avvicinato all’ortopedia rendendola inscindibile da quello che è stato il mio percorso universitario. Durante i primi anni ho frequentato il reparto di Ortopedia Infantile. Mi sono laureato con il massimo dei voti nel 2006 discutendo una tesi sui “Quadri istomorfologici ed immunoistochimici nel morbo di Blount”.

donato-mancini-ortopedicoDopo essermi abilitato alla professione medica nel 2009 nell’anno successivo sono stato vincitore del concorso di accesso alla scuola specializzazione in Ortopedia e Traumatologia nella stessa università.

Durante gli anni della specializzazione ho avuto modo di approfondire i miei interessi grazie ad esperienze presso diversi centri. Ho dedicato particolare riguardo alla chirurgia del ginocchio e dell’anca dal trattamento artroscopico delle patologie legamentose, meniscali e cartilaginee fino alla chirurgia protesica.

Ho conseguito la specializzazione in Ortopedia e Traumatologia nel 2013 con il massimo dei voti e lode con una tesi dal titolo “Tecnica MACI ed AMIC a confronto nella riparazione delle lesioni condrali acetabolari durante trattamento artroscopico del conflitto femoro acetabolare”.

Donato Mancini – Ortopedico Parma e Salerno

Approfondisco costantemente la mia formazione specialistica frequentando corsi di aggiornamento e perfezionamento sulla chirurgia ortopedica, protesica ed artroscopica. In Italia e all’estero sono presente regolarmente a congressi, anche in qualità di relatore, e sono autore di diversi articoli scientifici pubblicati su riviste nazionali ed internazionali.

Attualmente lavoro principalmente presso la clinica Piccole Figlie Hospital di Parma dove all’interno di un’ affiatata equipe eterogenea; mi occupo delle principali patologie ortopediche con prevalente interesse alla chirurgia articolare di anca e ginocchio e di traumatologia sportiva. Collaboro inoltre con strutture sanitarie in diverse regioni.

La chirurgia che perseguo si prefigge il massimo rispetto dell’anatomia delle strutture ottenuta attraverso tecniche mini invasive ed il sostegno di tecnologie innovative che permettono percorsi di rapido recupero e di assistenza digitale.

A tal proposito vengono predisposti percorsi fast track che attraverso un approccio peri-operatorio multidirezionale al paziente ricercano brevi tempi di ripresa post operatoria, così come un ruolo fondamentale è rappresentato dal sostegno informatico attraverso l’utilizzo di dettagliate pianificazioni preoperatorie digitalizzate affiancate a strumentazioni robotiche che permettono una chirurgia maggiormente accurata.

Per info e contatti: 351 608 1433

 

 

Ortopedico anca: come può aiutare lo specialista ortopedico?

L’anca è l’articolazione formata da femore e osso iliaco.

Cos’è l’anca?

L’anca è una struttura concava presente nell’osso iliaco, l’acetabolo, forma una sorta di tasca all’interno della quale si inserisce la testa del femore. Il dolore all’anca è uno dei malesseri più frequenti. Le cause del doloro all’anca sono varie, come per esempio artrite reumatoide, artrosi, borsiti, ernia del disco, obesità, osteoporosi e altre. In ogni caso per ottenere diagnosi e cure adeguate è necessario sottoporsi a una visita di uno specialista ortopedico dell’anca.

Perché abbiamo dolore all’anca?

Quando diverse attività tra cui stare in piedi o camminare peggiorano il dolore, siamo già in presenza di un problema che sebbene non grave, richiede l’intervento dello specialista. Tuttavia il dolore all’anca può farsi sentire anche di notte svegliando il soggetto o rendendo quasi impossibile dormire. Può essere dovuto alla posizione che si assume durante il sonno, o ai movimenti che portano le articolazioni a gonfiarsi, provocando dolore.

Artrosi dell’anca

L’artrosi dell’anca è una condizione che porta a una degenerazione della cartilagine dell’articolazione coxo-femorale, il punto in cui femore si articola con l’acetabolo, la cavità dell’anca destinata ad accogliere la testa del femore. Questo processo degenerativo può avere diverse cause e comporta dolore e difficoltà nei movimenti con conseguenze invalidanti.

Impianto protesi dell’anca

Prima dell’intervento viene valutata la radiografia e fatta la pianificazione preoperatoria. È in questa fase che l’ortopedico sceglie definitivamente la protesi. L’intervento viene praticato normalmente in anestesia peridurale, ma in relazione al caso è facoltà dell’anestesista la scelta della soluzione migliore.

ortopedico specialista anca
ortopedico anca

Necrosi avascolare della testa del femore

Per necrosi avascolare della testa del femore si intende una patologia caratterizzata da un insufficiente apporto di sangue al tessuto osseo della testa del femore che puo compromettere progressivamente l’intera articolazione dell’anca determinando una artrosi secondaria.

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I sintomi della necrosi avascolare della testa del femore sono caratterizzati dal dolore (aumentato in particolare dagli sforzi) e dalla limitazione della funzionalita dell’anca. Le fasi iniziali possono essere diagnosticate con l’esame clinico e la risonanza magnetica. mentre la radiografia mostra la problematica solo nelle fasi avanzate.
Il trattamento – conservativo o chirurgico – della necrosi avascolare della testa del femore dipende dallo stadio della patologia al momento della diagnosi.
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Lesioni meniscali e ortopedico del ginocchio

Quando parliamo di menisco non possiamo che riferirci all’ortopedico del ginocchio specializzato nella chirurgia articolare. I menischi (mediale e laterale) sono due fibrocartilagini che si trovano all’interno del ginocchio e che svolgono diversi ruoli per permettere una corretta funzionalità all’articolazione. Possono presentarsi in tutte le fasce di età ed essere causate da traumi e distorsioni oppure per progressivo deterioramento. Le possibilità di trattamento sono varie e possono dipendere, ad esempio, dalla tipologia della lesione, dalla zona interessata e dalle caratteristiche del paziente, andando dalla terapia conservativa al trattamento chirurgico di riparazione, regolarizzazione o sostituzione. La risposta può darla solo il chirurgo ortopedico del ginocchio di riferimento.

Ortopedico del ginocchio
Donato Mancini – Ortopedico del ginocchio Parma

I sintomi delle lesioni meniscali

Il sintomo più caratteristico è un dolore acuto, che si manifesta con un rumore di “schiocco” nell’articolazione, nella parte interna o esterna, a cui può seguire un cedimento e/o una sensazione di impotenza funzionale. Il dolore si può associare al rigonfiamento dell’articolazione. Spesso è possibile avere dei blocchi articolari con impossibilità a flettere o estendere il ginocchio a causa di frammenti di menisco lesionato che interferiscono con la normale mobilità. Il dolore può poi causare perdita di forza del quadricipite e limitazioni funzionali.

Perché il menisco si lesiona?

Il menisco funge da ammortizzatore quindi prova a ridurre quelli che sono i carichi longitudinali e trasversali sulle articolazioni, proteggendo in questo modo la cartilagine. I principali traumi sono rappresentati da rotazioni e iperflessioni o iperestensioni del ginocchio. A questo proposito, il menisco mediale si lesiona molto più facilmente del menisco laterale e questo in virtù del fatto che il menisco mediale è meno mobile del menisco laterale e quindi ‘sfugge’ meno all’evento traumatico, lesionandosi più facilmente. Oltre all’evento traumatico, vi sono anche altre situazioni di lesioni meniscali che dipendono da un quadro degenerativo: con il tempo, infatti, il nostro menisco può andare incontro a un’usura, perdendo parte della sua malleabilità e duttilità, diventando una struttura rigida, che conferisce sintomatologia dolorosa.

Cartilagine: cos’è e a che serve?

Cartilagine. Protegge, separa, ammortizza, lubrifica, sostiene queste sono solo alcune delle parole che ci vengono in mente quando pensiamo alla cartilagine. Ma vediamo più da vicino cos’è la cartilagine.

Cos’è la cartilagine?

La cartilagine articolare è un tessuto elastico, bianco e resistente che ricopre le superfici ossee che formano le articolazioni (come ginocchio, anca, caviglia, spalla). La sua funzione è quella di garantire una superficie di movimento più morbida e con attrito ridotto ai capi ossei e di proteggerli assorbendo parte dei carichi e delle tensioni a cui sono sottoposti. A causa di alcune patologie o eventi traumatici può venire danneggiata determinando un importante problematica per l’articolazione.

Quali sono le lesioni della cartilagine?

Le lesioni a suo carico possono essere localizzate (condropatia), distinguendosi in base alla localizzazione, alla profondità ed all’estensione oppure possono coinvolgere in maniera più estesa l’intera articolazione fino all’artrosi. È un tessuto che rappresenta un importante patrimonio per il nostro corpo al quale bisogna fare attenzione poiché non può rigenerarsi in maniera nativa ed efficace. Danni a suo carico possono determinare dolore, gonfiore o limitazione funzionale rendendo necessario il trattamento dell’articolazione interessata.

Cartilagine ginocchio

Quali cure?

Le cure da attuare potranno comprendere terapie fisiche, farmacologiche o trattamenti infiltrativi fino alla necessità di intervenire chirurgicamente. Per mantenere la cartilagine in buona salute è necessario mantenere uno stile di vita sano e attivo e seguire una corretta ed equilibrata alimentazione. Quando si sospetta di avere un problema alla cartilagine è necessario rivolgersi al più presto a un medico specialista ortopedico. Solo dopo una visita approfondita sarà possibile avere una diagnosi e di conseguenza le soluzioni terapeutiche più adeguate. Purtroppo, a causa dello scarso potere rigenerativo della cartilagine, le opzioni di tipo conservativo sono poche, tra queste citiamo il risparmio articolare e le terapie infiltrative che consentono di contenere il dolore, diminuire l’infiammazione e tentano di frenare il processo degenerativo in atto. I trattamenti chirurgici per la riparazione dei danni osteocondrali, oggi grazie alla medicina rigenerativa, si muovono principalmente in tre direzioni: riparare, sostituire e rigenerare. Per raggiungere questi obiettivi esistono vari trattamenti come l’inserimento di particolari scaffold (sostituti ossei) che mimano la struttura della matrice cartilaginea, l’innesto tissutale e gli innesti di cellule staminali autologhe.

Gonalgia (dolore al ginocchio)

Cos’è la gonalgia?

Per gonalgia si intende in maniera generica la comparsa di dolore al ginocchio, è il termine medico utilizzato per indicare un generico dolore al ginocchio, sintomo piuttosto diffuso che può colpire persone di tutte le età.

È indubbiamente un sintomo molto comune a cui quasi tutti vanno incontro nel corso della vita, infatti è molto frequente e può derivare da affaticamento, traumi o patologie che colpiscono questa articolazioneIn molti casi fortunatamente si tratta di una condizione passeggera dovuta a sforzi o piccoli traumatismi che tende ad autorisolversi altre volte può essere il sintomo di presentazione di altre problematiche.

Quando insorge la gonalgia?

Può insorgere senza un apparente motivazione o spesso dopo episodi di distorsione o contusione al ginocchio. Il dolore può avere caratteristiche molto diverse, può essere costante oppure comparire solo dopo determinati sforzi o attività, può presentarsi durante il giorno oppure essere maggiore nelle ore notturne impedendo un sonno tranquillo. Cosi come per l’andamento anche la localizzazione può presentarsi in maniera diversa, a volte estesa a tutta l’articolazione altre in maniera specifica alla regione interna, esterna, anteriore o posteriore.

Spesso un trattamento sintomatico sarà sufficiente a gestire la situazione ma nel caso di persistenza sarà opportuno escludere cause più specifiche. Problematiche ad esempio infiammatorie, meniscali, legamentose, tendinee o cartilaginee possono essere causa di questo dolore.

Visita ortopedica per curare la gonalgia

La visita ortopedica è certamente il primo passo per appurare l’origine della gonalgia a cui seguiranno nel caso specifico accertamenti strumentali come l’ecografia, la radiografia la tc o la risonanza magnetica.

Il trattamento dovrà prevedere oltre la cura del dolore sicuramente, se presente, quello della causa che lo avrà determinato. Terapie farmacologiche, fisioterapiche, infiltrative fino ai trattamenti chirurgici saranno le armi a nostra disposizione.

Quali sono i principali sintomi della gonalgia?

I sintomi del dolore al ginocchio sono numerosi e di diversa natura proprio perché le cause della gonalgia sono molte e possono differire significativamente l’una dall’altra (traumi, sforzi, affaticamento, patologie), ecco i più comuni:

  • rigidità e difficoltà (o totale impossibilità) ad estendere e flettere la gamba
  • gonfiore
  • arrossamento e lividi causati da versamenti e lacerazioni interne
  • debolezza e difficoltà a sostenere il peso corporeo durante la deambulazione
  • scricchiolii quando l’articolazione è in movimento
  • deformità a causa di un grave trauma
  • febbre​

Gonalgia
Gonalgia ginocchio

Legamento crociato anteriore: lesioni, sintomi e cura

Buongiorno dottore, qualche giorno fa sono stato a giocare a calcetto, non gioco spesso ma sa… i miei amici hanno insistito e sono andato. Tutto bene, ho fatto anche due goal, ma poco prima che la partita finisse ho avvertito una strana sensazione, mi è sembrato che il ginocchio facesse uno strano movimento ed ho sentito un rumore, tipo crack. Ho avuto dolore ma non tantissimo, poi dopo aver fatto la doccia mi è sembrato un po’ gonfio. Il giorno dopo era più gonfio ed ho avuto difficolta a camminare ma con qualche giorno di antinfiammatorio si è quasi risolto. Il problema è che ora avverto una strana sensazione come di debolezza e a volte quando lo sforzo ho la sensazione che non mi regga. Dottore, cosa è successo?

Questa è una storia come tante che ascolto da anni. Nel caso specifico il paziente è immaginario, ma racconta la storia del legamento crociato anteriore che immaginaria non è!

legamento

Una struttura tanto importante quanto fragile presente nel nostro ginocchio è senza dubbio il legamento crociato anteriore. Questo legamento che si trova al centro dell’articolazione, guida alcuni dei movimenti più importanti dell’articolazione e ne assicura inoltre gran parte della stabilità. Purtroppo la sua anatomia, il suo ruolo e la sua posizione lo rendono come detto una struttura allo stesso tempo molto esposta alla possibilità di rottura. Movimenti che comportano rotazione del ginocchio e sollecitazioni laterali, come avviene in molti sport o a seguito di traumi nella vita quotidiana, lo sottopongono a forti sollecitazioni. A volte la sua lesione si associa ad interessamenti anche di altre componenti del ginocchio (menischi, legamenti collaterali, cartilagine) altre volte la lesione è solo a suo carico.

Sintomi lesioni legamento crociato anteriore

Il sintomo principale di una lesione del legamento crociato anteriore è l’instabilita del ginocchio che si viene a creare. DI solito viene descritta come una sensazione di cedimento, di vuoto o di insicurezza che crea molta apprensione nei pazienti. A volte possono associarsi dolore, facile affaticabilita, limitazione del movimento, debolezza muscolare e gonfiori ricorrenti. Quando si sospetta una rottura del legamento anteriore un ruolo fondamentale è rappresentato dalla visita ortopedica che grazie a manovre specifiche permette di ricercare la sua insufficienza. Necessaria per approfondire la diagnosi sarà inoltre la risonanza magnetica.

Stabilita la diagnosi, valutata l’entità ed i sintomi della lesione e le caratteristiche del paziente si deciderà da caso a l’iter teraputico da seguire che potrà andare dalla ripresa fisioterapica alla necessita di ricostruire chirurgicamente il legamento crociato anteriore.

NB. ricordatevi sempre di rivolgervi al vostro medico specialista ortopedico di fiducia.

Coxartrosi o artrosi dell’anca

L’artrosi dell’anca o coxartrosi è una patologia degenerativa causata dalla progressiva perdita della cartilagine articolare.

Cos’è la coxartrosi?

È una problematica che può insorgere a diverse età, si può manifestare in forma primaria, ossia con una presentazione che aumenta con l’aumentare dell’eta per fenomeni di progressiva usura, oppure come conseguenza, secondaria, di altre patologie che colpiscono l’anca (ad esempio in periodi infantile o adolescenziale come la displasia congenita, morbo di Perthes o l’epifisiolisi). L’usura della cartilagine porta alla progressiva riduzione della funzione dell’articolazione.

Quali sono i sintomi della coxartrosi?

I sintomi principali sono il dolore e la perdita di movimento. Il dolore a volte ha delle caratteristiche che non permettono subito di capirne la provenienza. Dolori inguinali, lombari ed ai glutei spesso possono essere interpretati in maniera diversa prima di capirne l’origine. Poichè l’anca è un’articolazione profonda spesso i suoi sintomi possono essere irradiati in altre zone come in particolare alla coscia fino al ginocchio, all’inguine, ai glutei ed alla zona lombare. Inizialmente il dolore si presenterà soprattutto dopo sforzi, lunghe passeggiate ma con il passare del tempo si avvertirà anche a riposo o durante la notte.

Altra problematica è la riduzione della possibilità di muovere l’articolazione: i movimenti che necessitano di flettere l’anca, di ruotarla o di allargare le gambe sono quelli principalmente interessati. Spesso si ha difficolta ad allacciarsi le scarpe, ed in generale a raggiungere il piede, ad allargare le gambe o a sedersi su sedie o poltrone particolarmente basse.

Quali cure per la coxartrosi?

Le cure dovranno essere misurate in base all’entità del dolore e della limitazione della funzionalità Nelle fasi iniziali si cercherà di trattare i sintomi con terapie farmacologiche, accorgimenti nelle attività quotidiane e trattamenti di fisioterapia. Un ruolo importante in questa fase potrà essere quello della terapia infiltrativa che eseguita con tecnica ecoguidata permette di essere accurati nella iniezione dei farmaci all’interno dell’articolazione e che rispetto ad altre tecniche limita il tempo di esecuzione e non espone i pazienti a radiazioni.

Quando le terapie conservative non dovessero essere sufficienti la strada da intraprendere potrà essere quella chirurgica. La principale soluzione è rappresentata dalla protesi di anca che grazie alla sostituzione dell’articolazione malata permette nella maggior parte dei casi netto miglioramento della sintomatologia e progressiva ripresa della funzionalità. La sostituzione protesica dell’anca rappresenta una soluzione efficace per gli stadi avanzati di questa patologia ma prima di sottoporsi a tale intervento è necessario, come per tutte le operazioni, confrontarsi con il proprio chirurgo per chiarire i vari aspetti e stabilire i propri obiettivi in modo da affrontare in maniera serena e preparata il percoso chirurgico e perché

un obiettivo senza un piano resta solo un desiderio (ASE)”.

Lesione del menisco

Prima di descrivere da vicino la lesione del ginocchio dobbiamo prima chiarire che all’interno del ginocchio ci sono due menischi, un menisco interno ed un menisco esterno,  i quali funzionano come dei cuscinetti ammortizzatori che semplificano i movimenti e proteggono l’intera articolazione.

Pertanto è importante chiarire che il menisco è un’importante struttura fibrocartilaginea dell’articolazione del ginocchio.

Dolore al menisco
Le lesioni del ginocchio che capitano più frequentemente sono proprio le lesioni del menisc0. Durante i movimenti i menischi consentono di scaricare il 30-70% del peso gravante sulla cartilagine articolare stabilizzando il ginocchio. La loro forma, leggermente rialzata ai bordi e concava all’interno aumenta inoltre la congruenza delle superfici articolari che formano questa importante articolazione.

Lesioni e rottura del menisco

La lesione del menisco è la più comune lesione del ginocchio. Può avvenire a causa di un processo degenerativo, per usura progressiva, in caso, per esempio, di lavori che obbligano in maniera eccessiva il ginocchio a mantenere una certa posizione, oppure in seguito a traumi di varia origine, tra cui quelli di tipo sportivo.
Lesione del meniscoIn seguito ad una lesione meniscale il ginocchio perde la propria integrità meccanica mettendo in crisi i sofisticati meccanismi che la regolano. La presenza di un menisco lesionato all’interno del ginocchio equivale a quella di un sassolino all’interno di un ingranaggio: in entrambe le situazioni l’efficienza complessiva diminuisce mentre aumenta l’usura ed il rischio di lesioni più severe.

I traumi sono più frequenti nei pazienti tra i 15 e i 35 anni e possono riguardare, contemporaneamente, anche altre strutture del ginocchio, come in lesioni provocate da attività sportive (sci, calcio, basket). In questo caso, spesso, si tratta di traumi indiretti, ossia causati da movimenti di rotazione e/o trazione associati a un brusco cambio di direzione, con uno stress di carico maggiore su alcuni elementi dell’articolazione come appunto i menischi e i legamenti. In età più avanzata è possibile poi essere coinvolti più spesso in micro-traumi, di origine più blanda rispetto a quelli in cui si incorre in età giovanile, che sono causati spesso da movimenti all’apparenza molto semplici, come sollevarsi da una posizione seduta, o salire e scendere le scale.

Sintomi lesione del menisco

I sintomi principali delle lesioni meniscali comprendono dolore e rigonfiamento locale del ginocchio. A questi due sintomi si associa spesso il cedimento ed il blocco dell’articolazione causato dai frammenti di menisco che interferiscono con la normale mobilità del ginocchio. Il dolore aumenta nella posizione che ha generato la lesione meniscale, ad esempio durante la sua rotazione o pressione. In seguito ad una lesione meniscale il soggetto lamenta:

  • incapacità di estendere o flettere completamente l’articolazione
  • l’infiammazione della membrana comporta maggiore produzione di liquido che si raccoglie nella cavità articolare (idrarto)
  • scricchiolio dell’articolazione associato a dolore

Quindi il sintomo più caratteristico è un dolore acuto, che si manifesta con un rumore di “schiocco” nell’articolazione, nella parte interna o esterna, a cui può seguire un cedimento e/o una sensazione di impotenza funzionale. Il dolore si associa o meno a rigonfiamento dell’articolazione. Spesso è possibile avere dei blocchi articolari con impossibilità a flettere o estendere il ginocchio a causa di frammenti di menisco lesionato che interferiscono con la normale mobilità.

Dolore al ginocchio

Il dolore al ginocchio è un sintomo frequente, sia negli adulti che negli anziani. Il dolore al ginocchio può avere numerose cause perché il ginocchio è una delle parti anatomiche più complesse dell’intero corpo umano ed è pure una delle parti più soggette a stress fisico: il ginocchio ha infatti una super funzionalità che porta l’articolazione ad andare incontro a gonalgia.

Dolore al ginocchio

In ambito medico il dolore al ginocchio è conosciuto con il termine di gonalgia. Il dolore al ginocchio, o gonalgia, può avere tante cause tra le quali la rottura dei legamenti, la rottura del menisco o del tendine rotuleo e tante altre. Spesso il dolore al ginocchio si presenta associato ad altri sintomi locali di varia tipologia. E di conseguenza la cura per il dolore al ginocchio cambia in base alle cause e alla situazione oggettiva che, in fase di diagnosi, lo specialista ortopedico indaga per risalire alla causa che ha indotto lo sviluppo della gonalgia.

Dolore al ginocchio
Dolore al ginocchio o gonalgia

Cos’è il dolore al ginocchio?

Il dolore al ginocchio o gonalgia, termine medico per definire la sintomatologia dolorosa localizzata in una o più parti del ginocchio, non conosce limiti di sesso e di età, ma può colpire con maggiore probabilità soggetti come atleti, persone in sovrappeso e anziani. Il dolore al ginocchio è spesso la diretta conseguenza di untrauma a carico dell’articolazione, di un’infiammazione causata da un eccessivo sforzo fisico oppure potrebbe essere il campanello d’allarme per patologie più serie.

Patologie a carico del ginocchio

L’elenco delle possibili cause del dolore al ginocchio è corposo e comprende sia condizioni di lieve rilevanza clinica, sia condizioni clinicamente importanti. Tra i fattori causali di dolore al ginocchio, figurano: infortuni, sindromi da sovraccarico funzionale, varie forme di artrite oppure nei soggetti giovani gli squilibri di crescita.

Le patologie a carico del ginocchio si possono dividere in questi macrogruppi:

  • distorsioni
  • meniscopatie (rottura del menisco o meniscopatia degenerativa)
  • fratture e lussazioni
  • processi flogistici ossia infiammazioni
  • processi degenerativi, come l’artrosi

Accantoniamo fratture (comprese quelle del menisco) e lussazioni, dato che si tratta di patologie conseguenti a traumi che, visti i sintomi, non lasciano spazio a fraintendimenti e focalizziamo la nostra attenzione sulle distorsioni, le meniscopatie degenerative, le infiammazioni e l’artrosi del ginocchio.

La distorsione del ginocchio

Quando il ginocchio è colpito da distorsione vuol dire che si verifica una temporanea perdita di contatto tra le superfici articolari, con conseguente lesione alle strutture capsulo-legamentose. Le distorsioni possono essere dovute a una torsione improvvisa, e possono essere di 3 tipi:

  • 1° grado: si tratta di una semplice distensione o distrazione di alcuni fasci dei legamenti interessati;
  • 2° grado: si verifica una lacerazione legamentosa parziale;
  • 3° grado: si subisce una lacerazione legamentosa totale o un’avulsione legamentosa dall’inserzione ossea.

I sintomi di una distorsione sono dolore, gonfiore e limitazione funzionale.

A seconda della gravità della distorsione e dei legamenti coinvolti (collaterali mediali o laterali o crociati anteriori o posteriori), il medico suggerirà un diverso approccio: nei casi meno gravi – quindi se la distorsione non è accompagnata da lesioni più gravi, come una frattura – riposo, crioterapia e l’uso di un tutore bastano per rimettersi in piedi, con tempi di recupero che possono variare dalle 2 alle 4 settimane. Nei casi più complessi, la riabilitazione del ginocchio può richiedere fino a 12 mesi.

Le meniscopatie degenerative

I menischi (laterale e mediale) sono strutture fibrocartilaginee che si interpongono tra i condili femorali (le protuberanze all’estremità del femore) e la tibia. Si tratta di giunti elastici che trasmettono le sollecitazioni pressorie tra il femore e la tibia e, durante i movimenti
di flesso-estensione, si muovono di conseguenza e si deformano. In
questo modo distribuiscono in modo equo il carico sull’articolazione.

La meniscopatia degenerativa è una condizione legata all’usura dei menischi. I sintomi possono essere simili a quelli della gonartrosi, l’artrosi del ginocchio, anche perché entrambe le patologie sono tipiche dell’età adulta e avanzata. Il dolore compare di solito in seguito ad affaticamento o durante la flessione del ginocchio e si osserva una certa limitazione nei movimenti.

Quando si riscontra questa patologia, lo specialista consiglia spesso un approccio di tipo conservativo associato a farmaci a scopo palliativo. In relazione alla meniscopatia degenerativa, inoltre, potrebbe senz’altro capitarti di sentir parlare di viscosupplementazione, ossia infiltrazioni locali di acido jaluronico.

I processi flogistici a carico del ginocchio: le infiammazioni

Nell’area del ginocchio sono presenti numerose formazioni tendinee che possono infiammarsi (si parla quindi di tendinite). Il tendine rotuleo, che collega la rotula alla tibia, è uno dei tendini più spesso coinvolti in un processo di tipo infiammatorio.

La tendinite rotulea è dovuta a un sovraccarico cronico ed è detta anche ginocchio del saltatore, perché di solito ne sono vittime gli sportivi che mettono sotto stress il ginocchio saltando. Tuttavia, può colpire anche chi fa un lavoro per cui si è costretti a star seduti per lunghi periodi di tempo, per esempio gli autisti.

Altro tipo di infiammazione al ginocchio è la borsite rotulea (ginocchio della lavandaia). Le parti coinvolte sono le borse, strutture “cuscinetto” che servono a ridurre l’attrito tra ossa, muscoli e tendini. Questa patologia, che può essere dovuta a un sovraccarico funzionale, oppure a una caduta, provoca dolore, gonfiore anteriore, rossore e calore nell’area del ginocchio.

Anche problemi strutturali, come il ginocchio valgo (le cosiddette “ginocchia a X”) e il suo contrario, il ginocchio varo – che sono deviazioni assiali – possono portare a infiammazioni delle strutture del ginocchio.

I processi degenerativi del ginocchio: la gonartrosi

Parliamo dell’artrosi del ginocchio. Molto comune con l’avanzare dell’età, la gonartrosi consiste in un’alterazione della cartilagine e successivamente dell’osso che si trova al di sotto della cartilagine. L’artrosi può interessare il compartimento femoro-rotuleo, quello femoro-tibiale o entrambi.

Il processo artrosico causa dolore e alterazioni anatomiche delle ginocchia (ispessimento), via via sempre più evidenti.

Le cause principali della sua comparsa sono ascrivibili all’età, come già detto, ma anche alla familiarità, all’obesità, a fattori ormonali e al metabolismo del calcio.

Come vedi, il dolore al ginocchio può dipendere da varie condizioni patologiche, molto diverse tra loro, e a volte possono essere concomitanti. Chiedi consiglio al tuo medico per sapere come prenderti cura della salute delle tue ginocchia.

Per concludere, c’è da dire che, in molti casi, come spesso accade, la prevenzione può essere di grande aiuto:
● se sei sovrappeso, ti consiglio di perdere i chili di troppo perché così riduci il carico esercitato sull’articolazione con minor rischio di andare incontro ad artrosi, a lesioni tendinee e lesioni legamentose;
● rinforza la muscolatura che sostiene il ginocchio scegliendo l’attività fisica più adatta alle tue ginocchia: meglio il nuoto, per esempio, rispetto alla corsa che comporta ripetuti traumi alle ginocchia;
● scegli le scarpe più idonee alla disciplina praticata;
● proteggi le ginocchia dai traumi, magari ricorrendo all’uso di ginocchiere.

Artroscopia del ginocchio

L’artroscopia del ginocchio è quella tecnica chirurgica che permette di operare all’interno delle articolazioni in modo poco invasivo senza aprire le stesse. Per questo motivo l’artroscopia viene definita mini invasiva al contrario di quanto avviene con le metodiche classiche. Il chirurgo ortopedico attraverso l’utilizzo di particolari microscopi – di piccole dimensioni gli artroscopi – può ispezionare direttamente l’interno delle articolazioni e diagnosticare con accuratezza. Con l’artroscopia in più si possono catturare le immagini delle articolazioni e dei gesti chirurgici effettuati attraverso sistemi di registrazione fotografica e video collegati ai sistemi di lenti miniaturizzate degli artroscopi. In altre parole è possibile attraverso varie procedure chirurgiche operare direttamente all’interno delle articolazioni, possibilità che in precedenza erano garantita solo attraverso un’ampia apertura chirurgica delle articolazioni.

Cos’è l’artroscopia del ginocchio?

L’artroscopia del ginocchio è una modalità chirurgica poco invasiva, la quale consente la diagnosi e la cura di numerose problematiche del ginocchio. L’artroscopia del ginocchio prevede piccole incisioni cutanee del ginocchio e l’utilizzo dell’artroscopio, un microscopio a forma di cannuccia con una telecamera e una fonte luminosa.

Con l’artroscopia del ginocchio si trattano abitualmente:

  • lesioni meniscali (asportazione di frammenti di menisco, suture meniscali, reinserzione delle radici meniscali, trapianto meniscale);
  • lesioni dei legamenti crociati (ricostruzione del legamento crociato anteriore o posteriore);
  • alcune lesioni cartilaginee e lesioni osteo-condrali (cioè della cartilagine e dell’osso sottostante);
  • asportazione di corpi mobili intrarticolari;
  • lesioni complesse post-traumatiche.

Sicuramente la patologia più frequentemente trattata è quella che interessa il menisco. In questo ambito infatti è possibile risolvere problematiche, talvolta complesse, con un intervento che risulta poco invasivo, di breve durata, che non richiede anestesie prolungate e che permette la dimissione nella stessa giornata. In più il periodo post-operatorio risulta relativamente breve e poco invalidante. Questo è possibile sia per la scarsità di dolore correlato all’intervento (peraltro ben controllabile con comuni analgesici e con crioterapia), sia per la possibilità di iniziare dal giorno successivo il carico parziale e la terapia riabilitativa.

Chi è il medico che pratica l’artroscopia del ginocchio?

Abitualmente tali interventi sono di competenza del chirurgo ortopedico specializzato nella diagnosi e nella cura delle problematiche all’articolazione del ginocchio.

artroscopia ginocchio salerno
Artroscopia ginocchio